Passo dopo passo

Passo dopo passo
Sai cos’è bello, qui? Guarda: noi camminiamo, lasciamo tutte quelle orme sulla sabbia, e loro restano lì, precise, ordinate. Ma domani, ti alzerai, guarderai questa grande spiaggia e non ci sarà più nulla, un’orma, un segno qualsiasi, niente. Il mare cancella, di notte. La marea nasconde. È come se non fosse mai passato nessuno. È come se noi non fossimo mai esistiti. Se c’è un luogo, al mondo, in cui puoi pensare di essere nulla, quel luogo è qui. Non è più terra, non è ancora mare. Non è vita falsa, non è vita vera. (da “Oceano Mare” di A. Baricco)
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martedì 4 novembre 2008

Taking a walk


Discover Lou Reed!

Pioviggina. E io ho pure messo le scarpe con la stoffa!… eppure l’avevano detto in tv! eppure a me piaccono tanto! …chissenefrega.
Il cielo è uno spettacolo stamattina: argentato, immobile.

All’uscita dalla stazione tutti s’affrettano ad aprire l’ombrello: in pochi istanti decine di airbag colorati scoppiano in aria. Mentre io m’infilo a testa bassa sotto alla pioggia gustandomi quei fuochi d’artificio, incontro il suo sguardo: siamo gli unici due con il cappuccio della felpa infilato sulla testa e le mani in tasca. Ci siamo sorrisi.
Ci siamo capiti al volo.
O almeno, questo è quel che ho pensato io! Chissà, magari sorrideva all’idea di aver dato una fine assurda ad una barzelletta sentita tra le chiacchiere… o magari si era appena accorto di aver messo due calzini di colore diverso… o forse era semplicemente divertito dal mio cappuccio a punta. Chissà…

Mi piace camminare sotto alla pioggia! soprattutto quando piove appena e le gocce si appoggiano sulle ciglia o sulla punta del naso; mi piace vederle cadere per terra a disegnare costellazioni.
La gente quando piove va via in fretta. Non che di solito sia diverso, ma quando piove tutti sono presi da una certa frenesia… è come se ogni goccia fosse il ticchettio dell’orologio, è come se avessero la sensazione di essere in ritardo, come se il tempo battesse sul loro ombrello a ricordare che sta scivolando via veloce… chissà!
A me invece piace rallentare… adoro tenere le mani in tasca e guardare gli schizzi che spruzzano dalla punta delle scarpe.



Finisco il mio lavoro prima del previsto e, strano ma vero, sarei in perfetto orario per tornare alla stazione e prendere il treno verso casa… ma adesso ho voglia di una passeggiata.
Guarda te, certe volte…! E’ strano come quando si ha fretta, il tempo giochi sempre brutti scherzi: regolarmente ti accorgi di avere appena perso l’ultimo treno utile, ti rassegni all’idea di dover aspettare un’ora per la coincidenza e ti vedi tutti i tuoi bei progetti scombinati sopra al tavolo… carte arruffate da uno spiffero alla finestra!
Invece quando si rallenta senza farsi prendere da quel folletto dispettoso chiamato agenda, si ha sempre tempo di scegliere cosa fare e come farlo… e perché! Incredibile.
Io cerco sempre di riservarmi del tempo per scegliere. In fondo le cose urgenti non sono mai così urgenti… in fondo posso studiare mezz’ora in più la sera… in fondo adesso sarei comunque poco concentrata…
Se fossi una persona razionale, direi che sono solo trappole della mente… ma adesso poco m’importa, ormai mi ritrovo già dispersa per le calli senza una precisa destinazione. Stamattina posso scegliere e faccio scegliere ai piedi!



Mi ritrovo in una calle senza uscita, una di quelle che mi piace tanto, una di quelle che sbuca sull’acqua! Si sa, servono per permettere alle barche di scaricare le loro merci, ma a me piace immaginarle come porti per i pensieri: li aiutano ad immergersi lentamente… quegli scalini li fanno trotterellare giù, a passi incerti come di un bimbo, fino a sparire nel profondo.

C’è una panchina… perfetto! adoro le panchine! Infilo un giornale tra le pieghe e mi metto comoda a sbirciare intorno e…
ritrovo quel sorriso. E’ seduto sulla panchina di fronte, impegnato a disegnare qualcosa su un cartoncino colorato.
Entrambi abbiamo ancora la testa accovacciata dentro al cappuccio.
Penso che nemmeno se ci fossimo messi d’accordo avremmo potuto trovarci in quel buco di mondo… io, ora che ci penso bene, non so nemmeno dove sono finita esattamente… forse nemmeno lui!
Sarei tentata di aprire il libro, ma stamattina non voglio ascoltare altre storie…voglio stare seduta qui a guardare l’acqua che rimbalza davanti ai miei piedi e canta la sua litania, eterna.


Con le orecchie ancora in bilico sulle onde, torno verso casa… lui sembra essere dondolato dai suoi pensieri, non voglio disturbarlo… così mi alzo e sorrido… sono di spalle, non mi potrà vedere, ma so che capirà… ci capiremo al volo! Sorrideremo entrambi… forse a due cose diverse, forse ai suoi calzini spaiati… ma sorrideremo! ed è quello che conta, no?

foto: Venezia